|

| |
IL GABBIANO Mensile di
informazione,cultura e attualità Anno III - n. 8-9-10
Direttore Responsabile
Marisa Costa
Per non dimenticare le prone radici e la propria
Storia
In memoria di Gioacchino
Pizzo: seconda commemorazione del Re
«La memoria storica
è il segno della continuità dei popoli, è la base e il fondamento dell'avvenire.
E non vi è futuro là dove l'indifferenza riesce a far dimenticare ed ignorare le
proprie radici e la propria Storia»:
all'insegna di questo
concetto, la manifestazione organizzata per il secondo anno consecutivo
dall'Associazione Gioacchino Murat - Onlus di Pizzo, dal titolo "(' giorni
della memoria", svoltasi a Pizzo nei giorni 12 e 13 ottobre 2003. Il 12
ottobre essa si è articolata con la manifestazione "Libri alla città ",
cioè con l'apertura della Biblioteca Provinciale Murattiana, alla
presenza dei mèmbri dell'Associazione, e con una Cena "storica" con Menù
d'epoca, aperta ai cittadini che volessero parteciparvi e svoltasi presso il
Ristorante "Forte della Monacella" a Pizzo Marina. Il Re è stato poi ricordato
nello storico maniero alle ore 17.30 del 13 ottobre 2003, 188° anniversario
della sua morte. Presenti il Console onorario della Repubblica Francese, Sig.
Giovanni Conti, le Autorità civili e religiose, l'Associazione Marinai d'Italia
di Pizzo ed un folto pubblico, la cerimonia è cominciata con l'ascolto degli
inni nazionali, la Marsigliese e Fratelli d'Italia. Dopo l'introduzione
dell'avv. Domenico Sorace, membro del Direttivo e coordinatore degli interventi
della cerimonia, è seguito il saluto del Presidente dell'Associazione, Dr.
Giuseppe Pagnotta, che ha anche relazionato sull'attività svolta dalla "G. Murat
- Onlus" di Pizzo, che, in poco più di un anno dalla sua fondazione, ha già dato
vita - in collaborazione con il Comune di Pizzo e con l'Amministrazione
Provinciale di Vibo Valentia - ad una Biblioteca Murattiana ed ad un Museo
Storico, situati all'intemo del castello. Poi, l'intervento del prof. Ivano
Tuselli, assessore alla cultura del Comune di Pizzo, in rappresentanza del quale
è anche intervenuto, al castello ed in Chiesa, l'assessore al turismo, prof.
Carmine Cavallaro. Ha
parlato poi il prof. Giuseppe Ceravolo, assessore alla cultura della Provincia
di Vibo Valentia, che era accompagnato dall'assessore alle finanze Giamborino.
Relatore della manifestazione il senatore avv. Antonino Murmura, che ha parlato
dell'importanza e dell'attualità delle idee liberali del Murat nell'odierno
contesto storico e dei rapporti che egli ebbe con Pizzo e con la città di Vibo
Valentia, dove potè sempre contare sull'appoggio e sul sostegno dei molti che
condividevano le sue idee - rivoluzionarie per l'epoca - di modernizzazione
legislativa e di progresso sociale, che furono le direttrici della sua azione di
governo. Il senatore si è augurato, nel suo intervento, che questo
approfondimento culturale di quel periodo storico che l'Associazione G. Murat
Onlus ha iniziato possa proseguire al meglio, anche con il realizzarsi di
iniziative varie: tra le quali egli ha proposto, ad esempio, l'istituzione di
una borsa di studio, che, qualificando il settore, ne accresca l'interesse da
parte degli studiosi e degli studenti.
Dopo tale dotta relazione, il saluto e l'apprezzamento del console di Francia,
che si è detto ammirato e compiaciuto per l'attività svolta e si augurato di
poter ritornare a Pizzo per assistere a manifestazioni come questa, feconde di
intenti e, soprattutto, dense di risultati. E' seguita poi la lettura, da parte
del prof. Franco Cortese, dello scritto a suo tempo elaborato dall'illustre
storico e Senatore della Repubblica Prof. Giovanni Spadolini sul famoso
"Proclama di Rimini", letto per l'occasione dalla prof.ssa Italia Giordano, il
documento con il quale il Murat esortava gli Italiani a lottare per
l'unificazione e per l'autodeterminazione ed a conquistare, con il loro valore,
l'indipendenza: geniale intuizione questa, che - è opinione comune degli storici
- lo porta ad essere considerato un precursore dei successivi moti per
l'indipendenza d'Italia. Idee più che mai "nuove" per l'epoca e più che mai
attuali oggi in cui sembra realizzarsi la grande Idea dell'universalismo europeo
al di fuori di ogni conflittualità di popoli e di nazioni. Infine, il momento
più significativo: la deposizione di una corona di alloro, mentre le note del
"Silenzio" fuori ordinanza rievocavano la "memoria" di ciò che accadde al
castello di Pizzo alla stessa ora di 188 anni fa.
La cerimonia è poi proseguita
in San Giorgio, luogo della sepoltura di Murat, con una Messa solenne, officiata
dall'Arciprete don Antonio Gaccetta, che, nell'omelia, ha ricordato come la
memoria storica di questo avvenimento è stata ed è presente nella mente e nel
cuore degli abitanti di Pizzo, che, da quei tragici giorni, hanno sempre avuto
con Murat un rapporto profondo ed intenso, di ricordo, di commozione, positiva o
negativa che sia, ma mai di indifferenza. Alla preghiera dei fedeli, composta e
pronunciata dal vicepresidente dell'Associazione, dr.ssa Marisa Costa, è seguita
- alla fine - la lettura, da parte della prof.ssa Maria Antonia Crupi, in
francese e in italiano, della commovente lettera che Murat scrisse alla moglie
ed ai figli prima di morire. Anche la cerimonia nella Chiesa, addobbata
elegantemente - sia sull' altare sia sulla lapide che ricorda il luogo della
sepoltura di Murat -con gerbere verde-bianco-rosse e blu-bianco-rosse, i
colori d'Italia e di Francia, e con le bandiere dei due Paesi, è stata seguita
da un folto pubblico, che ha partecipato con intensità a tutta la
manifestazione.
|