Real  Corte  di  re  "Gioacchino  Murat " 

 Infanteria di linea dell'esercito napoletano di re  G.  Murat     5° Rgt.  "Real Calabria" - III Battaglione "Pizzo, Cotrone, Gerace"

Gruppi di  rievocazione storica

 

 

 

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LOCANDINE

RIEVOCAZIONE 2008

23 REGIMENT DE DRAGONS 3ESCADRON

 

 

IL 23° REGGIMENTO DRAGONI

 

Nasce a Torino dal Duca di Savoia nel 1670 come "Piemonte Reale".

Viene ceduto alla Francia negli anni seguenti e rinominato "Principe di Piemonte"; nel 1690 ritoma al suo precedente appellativo. Rinominato come 14° Reggimento di Cavalleria nel 1791 e infine nel

1803   come 23° Reggimento di Dragoni. Il
Reggimento viene infine disciolto nel 1814.

Ruolino di servizio:

1804       1806:   aggregato   all'Armee   d'Italie   e impegnato a Verona e al passaggio del Tagliamento.
1806: brevemente trasferito all'Armee di Napoli.

1809: nuovamente con l'Armee d'Italie impegnato a Sacile, sul Piave, San Daniele e Wagram.

1812:   con   la   Grande  Armee   a   Borodino   (la Moscova), Mojaisk, la Beresina.

1813:  rimane  aggregato  alla  Grande Armee  e impegnato a Dresda e Lipsia.

1814:  impegnato a Vertus e Parigi durante la Campagna di Francia.

 

ILGRUPPO

Dall'interesse di un gruppo di appassionati, col fine di partecipare alle ricostruzioni storiche che si tengono ogni anno sui campi di battaglia d'Europa, nasce nel 2002 il gruppo del 23° Reggimento Dragoni 3° Squadrone. Da quella data molte sono già state le manifestazioni a cui il gruppo ha preso parte, sia a livello nazionale come Marengo, Bussolengo, Palazzolo, Peschiera del Garda, Loano, Sarzana, sia intemazionale come Waterloo e, nei primi giorni di dicembre 2005, ad Austerlitz in occasione del 200° anniversario della famosa "Battaglia dei tre Imperatori". In tale frangente il 23° Dragoni ha fatto parte, anche con altri gruppi Canavesani, della Colonna Vandamme composta da contingenti provenienti da tutta Italia in uno scenario che ha visto la ricostmzione della battaglia, esattamente nei luoghi in cui avvenne, con la partecipazione di più di 3.500 reenactors.

Da alcuni anni il 23° Reggimento Dragoni organizza, con la collaborazione del Comune di Romano Canavese, delle Organizzazioni Romanesi e dell'Armée d'Italie, nonché grazie all'assidua presenza dei gruppi di reenactors Canavesani la rievocazione della "Battaglia della Chiusella", fatto d'arme che avvenne il 26 maggio 1800, poco dopo l'entrata delle truppe francesi in Ivrea. Nel 2005, grazie al supporto ricevuto e al coinvolgimento di svariati gruppi del nord Italia si è superato il numero di 100 interpreti la ricostruzione, nel 2006 circa 200 figuranti e nel 2008 280 figuranti inserendosi fra le maggiori rievocazioni italiane del periodo napoleonico.

Tra tutte le specialità della cavalleria i dragoni si distinguevano per essere nati come fanteria montata; erano quindi addestrati anche al combattimento appiedato. I dragoni, di norma, erano gli occhi dell'esercito svolgendo il ruolo di ricognizione.

Alla vigilia della Rivoluzione Francese esistevano 62 reggimenti di cavalleria, di cui 18 erano di dragoni; che col passare del tempo aumentarono fino a raggiungere nel 1803 il numero di 30.

1 reggimenti erano formati da quattro squadroni. Gli squadroni, che rappresentavano l'unità tattica di base della cavalleria, erano formati da due compagnie che erano composte ognuna da 54 dragoni montati e 36 smontati tra cui un trombettiere a cavallo e un tamburo a piedi.

 

L'uniforme

 La tenuta dei Dragoni francesi resta nell'insieme molto simile a quella indossata durante l'Ancien Regime, secondo il regolamento del 1786 ed anche quello del 1807 questa risulta ben poco modificata.

La giacca in panno verde scuro con risvolti del colore distiftivo del reggimento, che per il 23° è il giallo giunchiglia, ha le code lunghe con granate verdi alle punte, le controspalline verdi, bordate del colore distintivo, sono abbottonate vicino al colletto ed all'esterno terminano a punta.

Sono utilizzati 33 bottoni di stagno, con in rilievo il numero del Reggimento, cuciti sulla giacca nel seguente ordine: 11 grossi:  2 sui reni all'altezza dell'inizio delle code;

6 alle patte delle tasche;

3 sul fianco destro sotto i risvolti del petto. 22 piccoli: 14 sul petto;

6 sulle patte dei polsi;

2 sulle patte da spalla. Il gilet è bianco con colletto non ripiegato chiuso sul davanti da una serie di bottoni di piccolo formato come quelli della giacca; le due tasche sono coperte da patte. La cravatta nera fascia il collo ed è posta sopra il colletto del gilet.

I pantaloni sono in panno o di montone con un gran ponte sul davanti, al di sotto delle ginocchia sono chiusi da piccoli bottoni e da una fibbia; a seconda del servizio vengono utilizzate scarpe chiodate con le ghette o stivali con speroni. Casco: con il regolamento del 26 ottobre del 1801 questo viene descritto e deUagliato nelle sue misure. La calotta è in ottone con alla base una fascia di vitello marino (di colore marrone molto scuro) sulla cui parte superiore la calotta forma una piccola sporgenza per evitare l'infiltrazione dell'acqua sotto la fascia. Nella parte sinistra, sulla fascia, è posizionato un piccolo cilindro per l'introduzione del puntale del piumetto. La visiera è in cuoio nero bollito. Il cimiero in ottone ha sul davanti l'effigie di una maschera, in alto sulla parte anteriore vi è una rosetta di crine nero che termina con un piumino, mentre lungo tutta la lunghezza del cimiero, nella sua parte superiore, prende posto un fluente crine nero.

L'armamento

La sciabola da Dragone è uguale a quella della cavalleria del 1803 Mod. Anno XI, ma con il fodero in vacca (cuoio nero), corpo in ottone con due cilindri con anelli in ferro come la freccia della coda del fodero. La guardia ha 4 rami in ottone, la lama è lunga cm. 97,4.

11 fucile è quello specifico per Dragoni, più corto di quello della fanteria, del Mod. Anno IX e modificato in Mod. Anno XIIl; La caratterisfica di quest'ultimo modello è la fascetta centrale (granatiera) a doppio corpo, più resistente e che meglio agevola l'introduzione della bacchetta. La bretella è in cuoio verniciato di bianco, con bottone a doppia testa in ottone. La baionetta è da fanteria.

 

L'equipaggiamento

La giberna in cuoio nero è simile a quella della cavalleria leggera dalla quale differisce per le due cinghie, che sorreggono il berretto da fatica, poste sotto il cofanetto. La bandoliera, in cuoio imbiancato, ha la fibbia, il passante ed il rinforzo finale della parte libera della cinghia in ottone. Il cinturone, in cuoio imbiancato, e composto da tre segmenti congiunti da due anelli e da una fibbia a placca, il tutto in ottone; il pezzo centrale è occupato dal porta fodero della baionetta, i due anelli sorreggono le bretelle del fodero della sciabola. Tutti i metalli sono di ottone, la baionetta ha il fodero nero o in cuoio naturale. Nei servizi a cavallo il cinturone è indossato intomo alla vita, mentre in quelli a piedi viene portato a tracollo con le bretelle avvolte al fodero per abbreviarne la lunghezza. Dairottobre4lel 1807 moki rcggimenU portano anche a cavallo il cinturone a bandoliera, in questo caso non accorciando le bretelle della sciabola. 

 


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Ultimo aggiornamento: 27-10-08